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Nessun avvicendamento al teatro Politeama

La direttrice artistica Donatella Diamanti torna sulla questione della nomina del nuovo cda e rivendica i numeri ottenuti

CASCINA — "Non vado a Fauglia, ho un contratto in essere", ha scritto in sintesi la Diamanti, da qualcuno data in partenza dopo che alla presidenza del teatro cascinese è stato nominato un "Addetto ai lavori" come l'attore Andrea Buscemi, con dunque un rischio di duplicazione di ruoli e visioni diverse nella programmazione.

"Nei giorni scorsi vari articoli hanno riportato la necessità di portare a Cascina i classici, adombrando l’idea che esista da parte mia una forte avversione verso di essi. È buffo, perché anche qui basterebbe un minimo di ricerca, per scoprire che ho dedicato buona parte dei miei studi ai classici, compreso Shakespeare e le sue fonti, così come basterebbe chiedere ai frequentanti dei tanti corsi di formazione che teniamo per sapere quale sia il rapporto che ho con certi testi.
Il fatto è, però, che la Città del Teatro si trova in una realtà geograficamente ben precisa. Da un lato, infatti, c’è il Teatro Verdi che ha in quel tipo di offerta la propria cifra principale. Dall’altro c’è il Teatro Era, che alla storica vocazione di sperimentazione ha affiancato adesso, con la fusione con La Pergola, una proposta più indirizzata alla tradizione. Nel prossimo anno ospiterà un Lear, Edipo, L’uomo dal fiore in bocca o una Bisbetica domata, tanto per fare un esempio. Che fare, allora?
Per non rimanere schiacciati tra due colossi e fare da loro piccola controfigura, abbiamo individuato altri spazi, in linea con quella vocazione alla sperimentazione e ai giovani per la quale riceviamo un cospicuo sostegno dal Ministero e dalla Regione".

Donatella Diamanti ha citato anche la cifra dei 19mila spettatori arrivati al Politeama nel 2015 per ribadire che la scelta fatta sulla qualità è quella giusta: "Io non credo però che sia questo il terreno su cui chi crede davvero nella qualità e nella dignità del nostro lavoro dovrebbe spingersi - dice la direttrice artistica in riferimento alla richiesta di tagli fatta ad inizio agosto dall'amministrazione comunale sul cartellone in programmazione - Non a questa data, a fronte di impegni e opzioni sancite seppur verbalmente, da tempo; e questo perché un cartellone non si fa in un giorno e in teatro la parola data vale un contratto".

Rispetto alla coerenza, aggiunge:"Quando ho assunto la direzione artistica del teatro ho proposto un progetto che è stato approvato e, sulla base di quello, ho fatto scelte che mi hanno portata a sviluppare nuovi percorsi con realtà locali e nazionali disposte a condividerlo. Scelte che hanno comportato al tempo stesso il piacere di collaborare con ottimi artisti e di creare uno stimolante rapporto col pubblico, ma anche – come è giusto che sia, ma mi preme precisarlo – la rinuncia ad altre opportunità"

"Il terreno su cui tutte queste parole comunque si misurano è quello dei fatti e ne cito allora uno a mio avviso positivo, decisamente a riprova di una chiara coerenza.
Qualche mese fa Marco Travaglio mi parlò del nuovo spettacolo che aveva deciso di portare in giro per l’Italia con la bravissima Giorgia Salari. Me ne parlò con grande slancio, mi incuriosì e gli dissi che mi sarebbe piaciuto portarlo da noi, qualunque fosse stato l’esito delle future elezioni. Memore della meravigliosa accoglienza ricevuta per ben due anni nella nostra sala grande, Marco disse immediatamente sì.
Bene, poco dopo il suo insediamento ho avuto modo di parlarne con la neo sindaca, a proposito dei progetti che avevo in mente e questo le è piaciuto.

Se il prossimo 8 settembre lo spettacolo si terrà in piazza, aprendo ancor più le porte della Città del Teatro al territorio e ai suoi cittadini, vuol dire che un pezzettino del mio progetto, con coerenza, è andato avanti. E forse dimostra anche che il confronto fa bene, non è un tabù di cui aver paura, specie se a confrontarsi sono menti e sensibilità diverse". 

  


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