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La serra dell'agricoltura sociale

Ortaggi e piante officinali coltivate da persone con problemi di salute mentale e disabilità nell'orto della "Casa Rosa"

CASCINA — Nella serra cresceranno pomodori, melanzane, zucchine e baccelli. Poi c'è l'area delle piante officinali con aloe, lavanda e camomilla.

L'agricoltura sociale per disabili e persone con problemi di salute mentale approda anche a Cascina. 

Esattamente nei due ettari di terreno attigui della “Casa Rosa”, un progetto dell'associazione “La Rosa Amara”, sostenuto fin dall'inizio dal Comune di Cascina e supportato finanziariamente da Unicoop, pensato e voluto per favorire l'autonomia e l'integrazione sociale dei disabili del territorio cascinese. Che dalla scorsa settimana ha anche il “suo” orto grazie a “Non c'è campo”, l'iniziativa avviata la settimana scorsa, supportata dalla Società della Salute della Zona Pisana e realizzata con il contributo del Ministero del Lavoro e della Regione Toscana, che vede protagoniste (per adesso) cinque persone con problemi di disabilità e di salute mentale e gli anziani dei centri aggregativi del territorio, che hanno messo a disposizione la loro competenza in materia di coltivazione di ortaggi e floricoltura. Il coordinamento è affidato ad Andrea Galleschi, psicoterapeuta, che si avvale della collaborazione di due educatori; la supervisione, invece, è curata da Lorenzo Mariotti, docente della facoltà di agraria dell'Università di Pisa. “

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