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La coabitazione assistita di persone disabili

Va al suo posto un'altra tessera di “Co-living”, il mosaico d'interventi promosso dalla SdS Pisana in attuazione della legge sul “Dopo di Noi”

CASCINA — Per l'inaugurazione Marco ha deciso anche di comprarsi la cravatta. È lui, infatti, uno dei due residenti di “Abitare Sicuro”, la casa di Marciana, all'ombra del campanile della Chiesa dei Santissimi Michele Arcangelo e Bartolomeo, realizzata in un edificio vicino alla struttura che dal 2002, per decisione della parrocchia, ospita la comunità alloggio protetta per disabili. L'immobile è stato ristrutturato grazie al finanziamento della Regione e ha acquisito le caratteristiche di civile abitazione per il “dopo di noi”. Può accogliere fino a tre persone in coabitazione guidata grazie al supporto del personale dedicato e degli operatori della vicina casa famiglia ed è gestita dalla Cooperativa Paim, lo stesso soggetto che da anni si occupa anche della vicina comunità, quale soggetto capofila di una rete che include pure Uildm, Croce Rossa e Coordinamento etico Cargivers.

Va al suo posto, dunque, un'altra tessera di “Co-living”, l'articolato mosaico d'interventi promosso dalla Società della Salute della Zona Pisana in attuazione della legge sul “Dopo di Noi” da parte della Regione Toscana grazie ad un finanziamento regionale di 516mila euro destinati alla gestione di dieci strutture dedicate all'autonomia abitativa delle persone con disabilità (due nel Comune di Pisa, tre a Cascina, altrettante a San Giuliano Terme e una a Lorenzana-Crespina).

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