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"Fermiamo chi fomenta l'odio"

Giovanni Greco

E' l'appello che lancia Giovanni Greco, coordinatore cascinese di Liberi e Uguali, ravvisando preoccupanti analogie con ottanta anni fa

CASCINA — "Ottanta anni di distanza, ecco quanto tempo è passato - scrive Giovanni Greco, coordinatore di Leu -. Quando si dice che 'la storia si ripete' non lo si fa per dire una frase ad effetto, ma perché purtroppo certe dinamiche sociali sono cicliche e si ripresentano, dimostrando di fatto che l’uomo è l’unico animale che non impara dai propri errori.

Correva l’anno 1938, in Italia il regime fascista introduceva le leggi razziali contro gli ebrei, e chi provava solamente ad esprimere compassione chiedendo almeno il rispetto per la persona umana, veniva attaccato, messo alla berlina, e bollato come 'pietista'! Questo è il caso di un magistrato del canton Ticino che cercava di ostacolare l’odio e la cattiveria della 'gente' verso una categoria di persone. Tutti contro una minoranza, uniti da un sentimento feroce e primordiale di paura e di violenza che poi sappiamo che conseguenze ha avuto… Dopo ottanta anni cosa è cambiatp?

La 'gente', questa massa informe fatta di opinioni distorte, di tifoserie, di sentimento comune drogato da false informazioni, come ha reagito a chi, con una maglietta rossa, ha voluto esprimere la solidarietà verso i bambini morti nei naufragi dei barconi? Con le stesse frasi pregiudizievoli e preconcette… Solo una parola è stata sostituita, da 'Pietismo' si è passati al più moderno 'Buonismo'.

Assistiamo ahimé all’alimentazione ricercata e voluta di una ignoranza di fondo, sfruttata per dare sfogo alle proprie frustrazioni di una vita complicata, creando un nemico invisibile solo per poter dire 'faccio parte di qualcosa', 'siamo noi contro di loro!'. Addirittura questo popolo di haters ha attaccato con insulti e minacce il magistrato Armando Spataro della procura di Torino, colpevole solo di aver preso coscienza della realtà, e predisposto il suo ufficio verso la pericolosa deriva che porta al compimento di reati scaturiti dall’odio razziale: in questo paese dove tutto è permesso sembra diventata una colpa anche quella di applicare le leggi dello Stato, come se alla 'gente' dovesse essere permesso tutto in quanto persone appunto appartenenti ad una razza superiore.

Ecco allora la responsabilità dei politici agitatori di popolo, ecco chi pericolosamente fomenta e cavalca al tempo stesso questa ondata viscerale di cattiveria gratuita, che potrebbe sfociare in una escalation di atti di violenza come già abbiamo assistito nel caso del tiro a bersaglio verso le persone di colore con pistole ad aria compressa. Il tutto oggi con il beneplacito e lo sponsor di chi oggi governa il paese. se qualcuno leggendo questo articolo si aspettasse un lieto fine, purtroppo non c'è... la cruda realtà è questa, e chi non ci sta deve combattere la battaglia più difficile di tutte, ovvero dimostrare con le armi della cultura, della conoscenza, e della condivisione che la 'gente' siamo anche noi, che la 'gente' ha un'anima e sa riconoscere cosa sia giusto o sbagliato!"

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