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Un rapper a pezzi e bocconi

Daniele "Pezzone" Guidi

Daniele Guidi, in arte Pezzone, è un rapper locale. Nei suoi testi l'amore per le radici, i viaggi all'estero e "La musica per scoprire sé stessi"

CALCI — Rap e caffè. Maglietta e pantaloni larghi. Sullo sfondo un bar tabacchi. Scorci di vita quotidiana ma soprattutto italiana. Daniele “Pezzone” Guidi è un rapper nostrano e ci tiene a farlo sapere, anche se lui parlerebbe di “naturalezza” o di “sincera espressione creativa”.

Un po' cantastorie, un po' amico della porta accanto, Pezzone sembra contrassegnare il suo modo di fare musica con la parola sobrietà. Residente a Calci, l'artista underground ha 36 anni e una lunga esperienza alle spalle che lo ha portato anche all'estero e che talvolta emerge nelle sue canzoni.

“Ho iniziato da ragazzino – racconta il rapper – ascoltando Rakim e i Public Enemy”. Due nomi storici per chi conosce il genere. I testi impegnati di Chuck D lo spingono a cimentarsi nella composizione: “Avevo 16 anni – ricorda Pezzone – parlavo della scuola e dei miei problemi”. Oggi il suo sguardo si spinge oltre l'orizzonte. Nelle sue rime una visione cosmopolita s'incontra con la volontà di non dimenticare le proprie radici e il proprio trascorso.

Ma la ricerca dell'originalità è il vero movente dietro alla biro di questo rapper dal temperamento tranquillo: quasi che alla base della sua iniziativa ci fosse l'antico motto delfico Conosci te stesso, per Pezzone fare rap significa esprimere il proprio vero sé: “A undici anni mi confrontavo con il contenuto delle canzoni. Acquistavo libri con i testi tradotti perché m'interessava sapere di cosa parlavano i brani che mi avevano emozionato”.

“Ma il mio pallino è sempre stato trovare un suono personale – prosegue Daniele – qualcosa che mi appartenesse ed esprimesse al meglio: per questo ho aspettato anni prima di uscire allo scoperto”. Il suo primo Ep, intitolato A pezzi e bocconi, è uscito nel dicembre 2013.

La vena egocentrica che contraddistingue buona parte della produzione Hip-Hop non sembra appartenergli: “Sarebbe bello guadagnare abbastanza con la musica da poter viaggiare – afferma – ma credo sia più importante conoscersi. Siamo tutti diversi e io non sono nato a New York”.

L'arte di Pezzone parla anche della difficile condizione di chi ha visto saltare in aria le certezze: “Viaggiare, come dicono gli americani, mi è servito per uscire dalla mia comfort zone. Ma in Italia vige una mentalità retrograda, ci vorrebbe un rinnovamento culturale”. Difficoltà, dunque, intesa come occasione per saltare lo steccato e misurarsi con sé stessi. “Oggi però stiamo esagerando – sottolinea il rapper – vedo le nuove generazioni in crisi e anche la mia non se la passa bene”.

La scorsa settimana un giovanissimo rapper parlava della possibilità di esprimere il disagio attraverso la musica: “Sono d'accordo – commenta Pezzone – ma dovremmo anche andare oltre, trovare nuovi modi per darci coraggio e sostenerci a vicenda”.

Uno spirito riscontrabile in brani come Torno dove splende il sole, firmato con Marina Mulopulos,nel quale il cantante spiega le ragioni del suo rientro dopo aver vissuto due anni in Olanda, dove ha lavorato prima come mediatore commerciale per una ditta di materiale chimico e poi in uno studio di registrazione. “Ho potuto conoscere molti artisti africani, alcuni molto noti, come Grace Evora”.

Tutta esperienza che ora Daniele cerca di condividere in Italia. I suoi brani sono scaricabili su Soundcloud, alcuni suoi video circolano su Youtube e da aprile 2015 il rapper si è impegnato nel progetto Mensilità pubblicando una traccia al mese. Materiale che si trova anche sul sito ufficiale dell'artista: www.pezzone.org

Filippo Bernardeschi
© Riproduzione riservata

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