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LEGGERE — il Blog di Roberto Cerri

Roberto Cerri

ROBERTO CERRI - Spunti ed opinioni del Direttore della Biblioteca Gronchi di Pontedera su libri, lettura, biblioteche, educazione permanente e su come tutte queste cose costituiscano una faccia importante dello sviluppo delle comunità.

​L'e-book ucciderà il libro di carta? Sì, ma.. lentamente

Esco fresco fresco da una lettura che consiglio a chi voglia riflettere sulla natura e l'anima dei libri.

Mi riferisco ad un testo recente di Gian Arturo Ferrari che si intitola semplicemente “Libro” (Bollati Boringhieri, 2014, 213p, 10 €). Non è una storia del libro, ma contiene molte riflessioni sulle dinamiche di lungo periodo di questo oggetto meraviglioso e si chiude con una analisi del fenomeno più recente che ha investito il testo e l'ha trasformato in e-book.

Il testo elettronico, scrive Ferrari, è ormai quasi il 90% di quello che si legge nel mondo accademico e scientifico un po' in tutti i paesi avanzati. E' quello su cui fanno business le grandi multinazionali del libro ovviamente anglofone. E' il futuro dei libri che “servono” per lo sviluppo di un paese e di cui (aggiungo io) le biblioteche civiche sono scarsamente dotate per via degli alti costi di questo materiale.

Il testo elettronico sta inoltre avanzando a passi rapidi nel comparto dei libri scolastici. 

Con un ritmo diverso da paese a paese. Ma avanza. 

Anche in Toscana l'utilizzo di testi elettronici in classe comincia ad avere una sua consistenza ed è probabile che se l'ammodernamento degli edifici scolastici procederà e se gli impianti tecnologici miglioreranno nei prossimi anni i manuali scolastici in formato e-book o qualcosa di simile prenderanno il sopravvento sia nelle scuola superiori che nella scuola dell'obbligo. Chi nasce in questi anni si alfabetizza rapidamente agli smartphone e ai tablet e leggere testi elettronici per i nativi digitali è già uno scherzo.

Ad oggi resta invece “modesto” il consumo di e-book per motivi di intrattenimento. Chi legge per il piacere di leggere preferisce ancora la carta.

Come bibliotecario verifico una domanda quasi insignificante di libri elettronici che contengono romanzi o anche saggistica di intrattenimento; e anche se alcune biblioteche comprano ormai da qualche anno gli ebook e li prestano gratuitamente insieme ai dispositivi per leggerli (gli e-reader), il fenomeno per ora non decolla. Ci sono aree geografiche più attive e aree più depresse, certo. Ma sostanzialmente il fenomeno in Italia è ridotto e se non fosse spinto da alcune istituzioni (ad esempio dalle stesse biblioteche pubbliche, da alcune regioni, ecc.) sarebbe ancora più ristretto.

Per ora gli editori italiani sono restii ad avventurarsi su questa strada, le biblioteche lo fanno con curiosità ma anche con la povertà dei mezzi che le contraddistingue e il pubblico risponde con scarso interesse. Ad esempio in provincia di Pisa la maggior parte dei lettori continua a preferire le carta come supporto per il testo.

Insomma l'e-book, almeno nella lettura di svago, ucciderà il libro di carta, ma per fortuna gli darà una morte lenta, come nella canzone di Brassens.

Roberto Cerri

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